Nell’impresa familiare si intrecciano famiglia, proprietà e gestione. Finché il fondatore decide tutto, funziona. Quando arriva la seconda o la terza generazione senza regole chiare, le decisioni si bloccano e il valore comincia a disperdersi.
La maggior parte delle imprese europee è familiare. Molte sono aziende eccellenti, costruite in decenni da un fondatore con visione e capacità decisionale. Il loro punto debole raramente è il mercato o il prodotto. È il modo di decidere quando il fondatore smette di decidere da solo.
Tre cerchi che si sovrappongono
In un’impresa familiare convivono tre ruoli che, in altre aziende, sono separati: chi fa parte della famiglia, chi è proprietario e chi lavora in azienda. Un figlio può ricoprirli tutti e tre; un nipote può essere solo socio; un direttore di fiducia può non essere né l’uno né l’altro. Ogni ruolo ha interessi legittimi e diversi.
I conflitti nascono quando le questioni di un cerchio vengono discusse con le regole di un altro: decidere chi guida l’azienda con criteri familiari, o discutere di dividendi a cena.
I problemi che la governance risolve
- Chi può lavorare in azienda, in quali ruoli, con quale retribuzione e quale valutazione.
- Come si decidono i grandi investimenti, la politica dei dividendi e l’indebitamento.
- Come si sceglie il prossimo leader, all’interno della famiglia o all’esterno.
- Cosa succede quando un familiare vuole vendere la sua quota, e a quale prezzo.
- Come si risolvono i disaccordi prima che arrivino in tribunale.
Gli elementi di una buona governance
Un consiglio di amministrazione che funziona
In molte imprese familiari il consiglio esiste sulla carta e si riunisce per approvare il bilancio. Un consiglio utile si riunisce con regolarità, discute strategia e rischi, vigila sulla gestione e, idealmente, include almeno un consigliere indipendente: una persona con esperienza rilevante, senza legami con la famiglia, che possa fare le domande che nessuno fa.
Una carta di famiglia
Un documento concordato tra i membri della famiglia che fissa le regole del rapporto tra famiglia e impresa: ingresso dei familiari, trasferimento delle quote, politica dei dividendi, meccanismi di uscita, risoluzione dei conflitti. Non sostituisce lo statuto né il patto parasociale, ma li orienta.
Un patto parasociale
La versione giuridicamente vincolante di una parte di quelle regole: diritti di prelazione, criteri di valutazione in caso di uscita, maggioranze qualificate per le decisioni importanti.
Un’informazione regolare
I soci che non lavorano in azienda hanno bisogno di informazioni chiare e periodiche. La mancanza di informazioni genera sfiducia, e la sfiducia genera conflitto.
La successione come banco di prova
Il passaggio generazionale è il momento in cui la governance dimostra di esistere. Le famiglie che lo hanno preparato con anni di anticipo (individuando i successori, formandoli, concordando regole sulla proprietà) lo attraversano con serenità. Quelle che hanno rimandato tutto al momento in cui il fondatore si ritira si trovano spesso davanti a una scelta difficile tra paralisi, conflitto o vendita forzata.
A volte la conclusione onesta di un percorso di governance è che il modo migliore per preservare il valore per la famiglia sia aprire il capitale a un investitore o vendere l’azienda. Arrivare a questa conclusione per tempo è molto meglio che esservi costretti.
Da dove cominciare
Un primo passo semplice è riunire i soci, con un facilitatore esterno, per rispondere a due domande: cosa vuole la famiglia dall’azienda nei prossimi dieci anni, e di quali regole ha bisogno per arrivarci. Da lì si costruiscono gli elementi necessari, senza burocrazia superflua.
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Domande frequenti
Una piccola azienda ha bisogno di governance?
Ha bisogno di regole proporzionate alla sua dimensione. Un’azienda di due fratelli non ha bisogno di un grande consiglio, ma trae grande beneficio da un patto parasociale chiaro.
La carta di famiglia è obbligatoria?
No. È uno strumento volontario. La sua forza deriva dall’essere stata discussa e accettata da tutti.
Un consigliere indipendente non toglie potere alla famiglia?
La famiglia mantiene la maggioranza e continua a decidere. L’indipendente porta prospettiva e disciplina, e si rivela spesso particolarmente utile nei momenti di disaccordo.
